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Giulio Mazzarino

Breviario dei politici

Concitare avversione a' malvaggi


Encomia quel malvaggio, che vuol scavalcar dalla grazia del suo Principe, presso il medesimo, che lo protegge, in guisa che la lode medesima ridondi in biasimo, e odiosità del protettore; con aggiugnere, che tal corre la diceria da per tutto, non già tua invenzione, o maligno ritrovato, lasciando ch'egli si tiri la conseguenza, di porvi opportuno riparo, a riguardo della sua estimazione. Suggerisci bensì andarvi di mezzo l'altrui riputazione; incoraggiandolo altresì a schernir i cicalecci plebei, e lasciare sfiatar da se medesimi i sussurri del volgo. Non potrà egli non accorgersi, che tu parli per suo interesse, e decoro. O pure lodagli il suo favorito, come in atto di compatirgli il suo naturale, e genio appassionato; e in ciò fare esaggera a tuo potere con un'inflessione di voce patetica, additando le conseguenze, da quei mal regolati affetti del suo diletto, irreparabili. Conchiudi finalmente, esser colui così uomo insigne, e superiore alla sfera degli altri, ma tingersi della pece abbominevole di quel tal vizio, che non devi dire.

Non minacciar mai a chi disegni nuocere, poichè saprà guardarsi; ma figurati impotente, e disuguale di forze, ancorchè valessi. Internalo nella tua amicizia, invitalo a mensa, per così assicurarlo, e frattanto colloca dietro le portiere gente di buon udito, per cavarlo in campo, e farlo sparlar del Principe, o d'altra materia gelosa, e così dinunzialo, come ribelle, o contumace.

Esaggera l'enormità del malvaggio, con rappresentare gli sconvolgimenti, che dall'impunità nascerebbono. Frattanto per non dimostrarti appassionato, intercedigli il perdono, ma con freddezza, e perorando per la di lui odiosità, scagliati, e scaldati a tutto potere, con interpetrarnele le azioni, e i costumi; e in darsi l'occasione, dagl'il tracollo al precipizio.

Non ti prendere a danneggiar più insieme, ma macchinando contro di tal'uno, confederati in amicizia con quell'altro.

Abbi sempre la mira di prima rassodare i tuoi interessi, che intraprendere l'altrui vendetta: nè ti far trasportar dall'affetto di nuocere, con trasandar l'importanza, de' tuoi affari.


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