Sonetto nel Caucaso

Temo che per morir non si migliora
lo stato uman; per questo io non m'uccido:
ché tanto è ampio di miserie il nido
che, per lungo mutar, non si va fuora.

I guai cangiando, spesso si peggiora,
perch'ogni spiaggia è come il nostro lido;
per tutto è senso, ed io il presente grido
potrei obbliar, com'ho mill'altri ancora.

Ma chi sa quel che di me fia, se tace
Omnipotente? e s'io non so se guerra
ebbi quand'era altro ente, ovvero pace?

Filippo in peggior carcere mi serra
or che l'altrieri; e senza Dio nol face.
Stiamci come Dio vuol, poiché non erra.